Recensione: Crisbee, prodotto per il trattamento della ghisa

Dopo aver scritto l’articolo Il precondizionamento di piastre e griglie in ghisa, la ditta produttrice di Crisbee, prodotto utilizzato negli Stati Uniti per il trattamento della ghisa e citato nell’articolo stesso, mi ha gentilmente inviato un campione da provare.

Recensione: Crisbee Puck, prodotto per il trattamento della ghisa

Per il precondizionamento della ghisa ho sempre utilizzato, con buoni risultati, l’olio di vinacciolo e, sinceramente, non ho mai sentito la necessità di cambiare. Fino al momento in cui non ho provato Crisbee ed ho scoperto che si tratta realmente di un ottimo prodotto.

Andiamo con ordine.

Crisbee viene venduto in due versioni: in dischi da 92 grammi, simili a saponette, e in stick da 75 grammi. Quella da me provata è la versione in stick, uguale in tutto e per tutto a quella in dischi ma più pratica nell’utilizzo: si toglie il tappo e si ruota la rotellina alla base della confezione per far venire fuori il prodotto, come se fosse un grosso rossetto o un burrocacao.

Recensione: Crisbee Puck, prodotto per il trattamento della ghisa

Una lettura degli ingredienti rivela che Crisbee è composto da una miscela di olio di soia, olio di palma, cera d’api, aromi naturali e artificiali, glicole propilenico e alcol etilico.

Un piccolo cartoncino spiega passo passo come effettuare il primo trattamento della ghisa e le indicazioni per la successiva manutenzione.

L’unico oggetto in ghisa che avevo in casa ancora privo di un trattamento era la mia nuova griglia dell’Outdoorchef, composta da due metà: una costituita dalla griglia vera e propria, l’altra da una piastra. Purtroppo, l’intera griglia era troppo grande per il forno di casa, per cui ho deciso di procedere solo sulla piastra.

Ho seguito alla lettera le istruzioni riportate sul cartoncino che, riassumendo, sono le seguenti: preriscaldare la ghisa in forno (200°F) per 30 minuti, applicare Crisbee, passare un panno su tutta la superficie, mettere la ghisa in forno (400°F) per un’ora, lasciarla raffreddare e ripetere il procedimento per tre volte.

Considerazioni sull’utilizzo

Il sistema a stick si è rivelato davvero molto pratico. Si prende, si ruota la rotellina e si appoggia il prodotto sulla ghisa calda. Crisbee si è sciolto all’istante appena entrato in contatto col metallo. In questa fase non ho rilevato particolari odori, se non quelli dati dagli aromi e dalla cera.

Durante il passaggio in forno, invece, l’odore (non il profumo degli aromi) è diventato più forte ed è stato necessario aprire le finestre (cosa che, comunque, è normale e succede con qualsiasi grasso venga utilizzato per il precondizionamento).

Alla fine del trattamento, dopo aver lasciato raffreddare la ghisa, ho osservato attentamente la piastra: il rivestimento è apparso omogeneo e di un bel colore nero. Al tatto, toccando contemporaneamente la piastra trattata e la griglia non trattata, si avvertiva che la superficie della prima era un po’ meno ruvida.

Con l’olio di vinacciolo non ho mai ottenuto questo risultato nel primo trattamento. Probabilmente la presenza della cera d’api aiuta a riempire prima i pori della ghisa.

Considerazioni durante la cottura

Inizialmente ero perplesso nell’utilizzare Crisbee sulla piastra che poi avrei utilizzato per cucinare sulla brace. Questo perché i produttori stessi mi hanno informato che le temperature raggiunte sono troppo alte. Credo che con questo abbiano voluto intendere che il rivestimento si sarebbe praticamente bruciato e, pertanto, sarebbe stato inutile farlo.

Naturalmente, io l’ho fatto lo stesso.

Ho acceso una ciminiera di carbonella, l’ho svuotata nel kettle e ho messo la griglia, completa di piastra, a riscaldare. Una volta calda, ho leggermente unto la superficie con un po’ di olio. Devo ammettere che forse avrei dovuto fare la prova senza olio, ma per abitudine ho fatto questo passaggio in automatico. Nonostante ciò, quando ho utilizzato il pennellino di silicone per ungere la piastra, l’olio non impregnava la superficie entrando nei pori ma vi scivolava sopra, letteralmente. Mi tocca ripetermi, ma non ho mai ottenuto questo risultato su una ghisa appena trattata e al suo primo utilizzo.

Il resto è una conseguenza. Ho cotto degli hamburger e sembrava di lavorare su una superficie totalmente antiaderente (certo, considerate sempre che avevo unto ulteriormente la piastra).

Recensione: Crisbee Puck, prodotto per il trattamento della ghisa

Considerazioni dopo la cottura

Una volta terminata la cottura e raffreddata la piastra la mia prima preoccupazione è stata quella di osservare la superficie posta dalla parte della brace. Effettivamente il trattamento appare danneggiato. Si vedono chiaramente zone di ghisa “esposte” che al tatto sono più ruvide. La superficie di cottura, invece, non sembra aver subito danni e risulta liscia e omogenea.

Ho lavato la piastra con acqua e strofinato delicatamente con una spugnetta non abrasiva. Ho messo la piastra su un fornello acceso della cucina per farla asciugare bene. Una volta spento il fornello, ho seguito le indicazioni riportate sul cartoncino ossia dare un’altra mano di Crisbee (sul cartoncino è indicato di farlo solo sulla superficie di cottura, io l’ho fatto su tutta la piastra) e passare con un panno. Anche in questo caso, consiglio di aprire un po’ la finestra per l’odore.

Prova dell’uovo

Nonostante il successo della prima cottura, mi era rimasto il dubbio di come si fosse comportato il rivestimento fatto con Crisbee se io non avessi prima unto la piastra. Avrebbe avuto la stessa antiaderenza? Visto come scivolava l’olio supponevo di si, ma dovevo provare.

Una delle prove più dure che deve superare il trattamento di una superficie in ghisa per dare prova della sua antiaderenza è quella dell’uovo. Solo se il rivestimento è di qualità la superficie sarà sufficientemente antiaderente da non fare attaccare l’uovo (ricordate, comunque, come regola generale, che è sempre bene ungere leggermente la superficie prima della cottura).

Ho riscaldato, quindi, la piastra e, senza ungerla, ho iniziato con la cottura dell’uovo. Dopo un paio di minuti ho provato a sollevare l’uovo con una spatola e… si è staccato perfettamente! Stavo cuocendo su una ghisa antiaderente senza l’aggiunta di altri grassi (ed è stata un’ulteriore prova che il trattamento sulla  superficie di cottura non si è danneggiato durante l’utilizzo sulla brace).

Prova dell’uovo superata a pieni voti.

Recensione: Crisbee, prodotto per il trattamento della ghisa

Considerazioni finali

Crisbee è un ottimo prodotto per prendersi cura delle proprie pentole e padelle in ghisa. Facilità d’uso e qualità del trattamento. I risultati ottenuti già dal primo utilizzo sono sorprendenti. Ho ottenuto risultati simili con l’olio di vinacciolo solo dopo aver effettuato molte cotture che con i loro grassi hanno permesso al rivestimento di consolidarsi.

L’altra faccia della medaglia è il costo con cui è acquistabile dall’Italia: su Amazon è venduto nella versione stick a $ 12,95 più le spese di spedizione, il che lo rende abbastanza fuori mercato e fa pendere la bilancia verso l’utilizzo dei vari olii che si trovano in commercio in Italia a prezzi decisamente più bassi.

Valutazione *
  • Facilità d'uso
  • Efficacia
  • Prezzo
4

Crisbee

Ottimo prodotto per il trattamento di pentole, padelle e piastre in ghisa. Purtroppo, dovendo effettuare l’acquisto direttamente dagli USA, il prezzo e le spese di spedizione non lo rendono un articolo conveniente.

Sito web: www.crisbee.org

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* La presente recensione esprime esclusivamente un giudizio soggettivo dell’autore basato sulla propria esperienza e sui propri gusti personali.

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