Hamburger, ma come…?

“Hamburger, ma come ti è venuto in mente?”

Più o meno è questa la domanda che si starà ponendo chi ha già avuto modo di assaggiare o vedere i miei piatti. Abituati, forse, a vedere un piatto costruito con attenzione e ricercatezza adesso starà sbarrando gli occhi nel vedere questo blog. Eppure fu proprio un’amica a commentare su Facebook la foto della Quaglia glassata agli agrumi scrivendo “Ma almeno apri un blog”.

Quaglia glassata agli agrumi
Quaglia glassata agli agrumi

Sicuramente non si sarebbe mai aspettata un blog di questo tipo. Sarei curioso di vedere la sua faccia in questo momento. La sua e quella di tutti gli altri.

Eccoci giunti, quindi, al momento di rispondere alla domanda. Come mi è venuto in mente?
Una volta che la pulce del blog mi è stata messa nell’orecchio ci ho pensato più di una volta, ma volevo realizzare qualcosa di diverso. Volevo che il mio blog avesse qualcosa che lo distinguesse da tutti gli altri infiniti blog di cucina che si trovano su internet.

Sempre i soliti amici a questo punto penseranno: “Così hai deciso di aprire un blog sui… panini?!?”
Sbagliato! Anzi no: giusto!

E’ vero che gli hamburger sono “panini” ed è anche vero che la maggior parte delle volte si associano ai fast food, alla “bassa cucina”, a ingredienti di qualità non eccelsa. Sono l’antitesi della dieta.

Con questo blog vi dimostrerò il contrario.
Se si utilizzano ingredienti di qualità, se si applicano le giuste tecniche di cottura, se si bilanciano i sapori, allora un hamburger non sarà più un semplice panino. Forse non sarà dietetico, ma neanche la pizza che mangiate almeno una volta a settimana può definirsi dietetica.
Chiaramente non è il caso di mangiare hamburger tutti i giorni (come anche la pizza), ma quando la voglia ci prende perché non assecondarla con qualcosa di buono fatto in casa anziché andare in uno dei soliti fast food?

Un hamburger ben fatto coinvolge i sensi a 360°. Lo sfrigolio della carne sulla piastra giunge alle orecchie, l’olfatto si inebria degli odori sprigionati, l’occhio ammira il risultato di tanto lavoro, le mani custodiscono il calore di quel piccolo capolavoro mentre lo portano alla bocca dove basta un solo morso, uno solo, ed il gusto esplode in un’estasi di godimento sensoriale.

Forse ho esagerato, forse avete ragione voi e si tratta solo di un panino.
Ma se avessi ragione io?
Datemi almeno il beneficio del dubbio. Continuate a seguirmi, sperimentate quello che vi proporrò e poi ne riparleremo.

Vi farò un hamburger che non potrete rifiutare.
Parola di BurgerBoss.

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