Attenzione, qualcuno usa il mio logo… e non sono io.

Se vi trovate a Cesena, sappiate che c’è un locale che sta usando il mio logo. Che sia chiaro a tutti che io non ho assolutamente nulla a che fare con questo locale e che non ho autorizzato nessuno ad usare il mio logo.

Ci sono persone che nel loro piccolo usano la propria creatività e la propria passione per creare qualcosa di bello, ce ne sono altre, senza scrupoli e senza rispetto, che si appropriano del bello altrui spacciandolo per proprio, probabilmente andandone pure fiere.

Tutto inizia quando, cercando il mio profilo su Instagram, vedo il mio logo su un altro profilo. Lo visito e scopro che si tratta di un bar a Cesena. Si chiama burger boss e, fin qui, niente di male: ci sono decine di Burger Boss nel mondo e non pretendo certo di essere l’unico.

Il problema, però, è che il logo che usa è quello che ho disegnato io, dedicando del tempo a scegliere immagini, colori, font… Non sono un grafico e non sarà il logo più bello del mondo, ma è il mio!

Logo Burger Boss
Il logo creato da me

Ho pubblicato il mio logo, per la prima volta, il 28 ottobre 2017 e, da allora, l’ho sempre usato su questo sito, sui miei canali social (Facebook, Instagram, YouTube e Pinterest) e per ogni altra attività legata a burgerboss.it, facendolo conoscere non solo in Italia ma anche all’estero, rendendolo il mio segno identificativo.

Prima pubblicazione del mio logo
Data della prima pubblicazione del mio logo

Visitando il profilo Instagram (@burger_boss_cesena) e la pagina Facebook del locale di Cesena, scopro con molto dispiacere che il mio logo è presente ovunque: vetrina, menù, locandine degli eventi, materiale promozionale, ecc.

Ecco alcuni esempi, trovati pubblicamente in rete:

Esterno del locale
Dettaglio vetrina
Interno del locale
Dettaglio menù
Dettaglio locandina evento
Serata di musica
Materiale promozionale

Ho contattato telefonicamente il proprietario del locale, il sig. Ernesto, per avere chiarimenti, chiedendogli di interrompere l’uso non autorizzato del mio logo e offrendomi anche di crearne uno nuovo che avrebbe potuto utilizzare a suo piacimento.

Sintetizzando, ecco la risposta ricevuta: se il logo non è registrato, lui può farci quello che vuole. Inoltre, ha apportato alcune modifiche e, pertanto, i due loghi non sono uguali.

Vediamo le modifiche, lascio a voi ogni valutazione:

Confronto dei loghi
Confronto dei loghi

Come si può vedere, le uniche cose modificate sono il forchettone al posto della spatola, il font del nome e l’indicazione della città.

Dal confronto diretto, a mio parere, è abbastanza evidente che i due loghi possono facilmente essere confusi, inducendo le persone a credere, erroneamente, che vi sia un legame tra me e il locale di Cesena.

A tal proposito, se fosse ancora necessario, ci tengo a precisare – e voglio che sia chiaro – che né la mia persona né burgerboss.it hanno nulla a che fare con il locale di Cesena e con la società Burger Boss S.r.l.s., con il sig. Ernesto o con qualunque altra persona legata a quell’attività commerciale.

Nei contatti avuti col sig. Ernesto, lo stesso mi diceva che la sua attività è aperta da un anno, che usa il logo da allora e che non posso presentarmi io, dopo un anno, e pretendere di farglielo togliere (come se il fatto di usarlo da un anno o un mese cambiasse qualcosa o fosse una giustificazione).

In realtà, come pubblicizzato sui canali social, il locale ha aperto il 31 luglio 2021:

Comunicazione di apertura del locale

Inoltre, nella prima pubblicazione non autorizzata del mio logo, risalente al 1 maggio 2021, il sig. Ernesto lo aveva utilizzato senza modifiche:

Prima pubblicazione del logo senza modifiche

Il logo modificato è stato, poi, pubblicato il 18 giugno 2021:

Pubblicazione logo modificato

Nelle conversazioni telefoniche avute con il sig. Ernesto, lo stesso mi ribadiva il concetto che, se il logo non era registrato, lui poteva usarlo come meglio credeva e che, se avessi avuto qualcosa in contrario, mi sarei dovuto rivolgere ad un avvocato.

In realtà, le cose non stanno proprio così: l’ordinamento italiano tutela il cosiddetto marchio di fatto (art. 2571 del Codice Civile e art. 12 del Codice della Proprietà Industriale). Ovviamente è una tutela più debole rispetto ad una registrazione del marchio, ma è comunque prevista dalla legge.

In merito alla registrazione del logo, non ho mai ritenuto necessario farla perché quello che faccio con questo blog non è per me un lavoro e non ci guadagno assolutamente nulla (basta vedere che su questo sito non trovate neanche un banner pubblicitario). Ma dopo la vicenda, ho provveduto ad effettuare il deposito del marchio presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. L’iter richiederà un po’ di tempo, ma avrò così il mio logo registrato.

A tal proposito, una volta che il logo sarà registrato, in capo all’utilizzatore non autorizzato si configurerà il reato di contraffazione o alterazione del marchio, previsto dall’art. 473 del Codice Penale, che prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa che va da euro 2.500 a euro 25.000.

Ma a prescindere da tutti gli aspetti legali, basterebbe un po’ di dignità e di rispetto per il lavoro degli altri.

Ribadendo la mia totale estraneità dal burger boss di Cesena, vi chiedo la cortesia di condividere il più possibile questa pagina, affinché nessuno possa essere indotto in confusione e credere che io abbia aperto un locale a Cesena.

Grazie a tutti.

2 commenti

  1. Anche la mia azienda ha subito una cosa simile, siamo riusciti a far modificare il marchio con degli avvocati citando quanto segue:
    Come noto, l’adozione di un segno identico al marchio (sia esso registrato o pacificamente utilizzato) appartenente ad impresa concorrente per commercializzare un prodotto destinato al medesimo
    segmento di mercato, è una condotta vietata in quanto illecita sia sotto il profilo della violazione del marchio altrui, sia sotto quello della concorrenza sleale.
    Sotto tale ultimo profilo, l’art.2598 cod.civ. stabilisce che
    “Ferme le disposizioni che concernono la tutela dei segni distintivi e dei diritti di brevetto, compie atti di
    concorrenza sleale chiunque:
    1) usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l’attività di un concorrente;
    2) diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente, idonei a determinarne il
    discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dell’impresa di un concorrente;
    3) si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza protessionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda”

    1. Author

      Ciao Antonio e grazie. Non ho aggiornato questa pagina (lo farò presto), ma il mio logo adesso è un marchio registrato, con tutte le maggiori tutele e garanzie che ne conseguono.

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