Hamburger, agli albori del mito

“Se la storia fosse una fotografia del passato sarebbe piatta e poco interessante. Fortunatamente, si tratta di un dipinto; e, come tutte le opere d’arte, non riesce a toccare la verità se non mescolando la fantasia e le idee ai colori.”

Questa frase di Allan Nevins, storico e giornalista statunitense, descrive in modo perfetto quella che è la storia dell’hamburger. Vicende storiche che si intrecciano con racconti popolari, eventi reali narrati da persone che, di volta in volta, hanno aggiunto elementi al racconto fino a rendere irriconoscibile il confine tra verità e fantasia.

Con questo articolo prende il via la rubrica Hamburger History in cui ripercorreremo storie, vivremo eventi e conosceremo personaggi che hanno contribuito a creare il mito dell’hamburger americano.

Da dove iniziare? Naturalmente… dall’inizio!

Marco Gavio Apicio e il De Re Coquinaria

Forse sono andato troppo indietro nel tempo, ma già nell’Antica Roma si trovano testimonianze di ricette che contemplano l’utilizzo di carne tritata.

Mosaico con scena di banchetto romano, da Aquileia, V sec.
Mosaico con scena di banchetto romano, da Aquileia, V sec.

Il De Re Coquinaria (L’arte culinaria), composto da dieci libri e attribuito a Marco Gavio Apicio, ricco romano vissuto nel I secolo d.C., è il primo trattato di cucina di cui si abbia notizia.

Il secondo libro del De Re Coquinaria si intitola “Sarcoptes” e significa proprio carne tritata. Contiene una serie di ricette dedicate alle “Isicia“, pietanze in cui i vari tipi di carne (maiale ma anche aragoste, gamberi, calamari, fagiano, ecc.) vengono mischiati con diversi altri ingredienti.

Un esempio è l’Isicia Omentata in cui la polpa della carne viene tritata, mescolata insieme a mollica di pane imbevuta nel vino e arricchita con pepe, bacche di mirto, pinoli e una salsa ottenuta dalla fermentazione al sole di pesce e di interiora di pesce (il liquamen). Il tutto deve essere avvolto, poi, con l’omento ossia una membrana che riveste i visceri addominali.

Non vi è già venuta l’acquolina in bocca?

ISICIA OMENTATA

Pulpam concisam teres cum medulla siliginei in vino infusi. Piper, liquamen, si velis, et bacam mirteam extenteratam simul conteres. Pusilla esicia formabis, intus nucleis et pipere positis. Involuta omento subassabis cum careno.

Naturalmente, queste ricette erano destinate ai banchetti dei ricchi, dei Patrizi. Il cibo della gente povera era molto più semplice.

Tuttavia, il termine Isicia fa riferimento, più che altro, a delle polpette che nella storia seguiranno tutto un’altro percorso. La strada per arrivare ai moderni hamburger, con la classica forma a disco è ancora lunga e ricca di sorprese.

If history were a photograph of the past it would be flat and uninspiring. Happily, it is a painting; and, like all works of art, it fails of the highest truth unless imagination and ideas are mixed with the paints. (Allan Nevins)

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